Nuove Normative per Gli Affitti Brevi: DL Anticipi e Legge di Bilancio

In Italia, il mondo degli affitti brevi sta per subire importanti cambiamenti normativi grazie al Decreto Legge Anticipi e alla nuova Legge di Bilancio, le cui disposizioni sono attualmente in fase di conferma finale dopo settimane di negoziazioni e emendamenti in Parlamento.

Ecco le tre principali novità che riguardano questo settore.

Aumento della Cedolare Secca

Una delle modifiche più rilevanti è l’aumento della cedolare secca per chi possiede più di un immobile destinato a locazioni turistiche, ovvero affitti di durata inferiore ai 30 giorni. Questa imposta passa dal 21% al 26%. È importante notare che, superata la soglia di quattro immobili, l’attività sarà considerata imprenditoriale, richiedendo l’obbligo di aprire una partita IVA. Questo aumento della cedolare secca si applica a tutte le abitazioni dello stesso proprietario destinate a locazioni turistiche, segnando un passo significativo nella fiscalità di questo settore.

Introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN)

Verrà introdotto un nuovo requisito: il CIN, essenziale per chi desidera intraprendere affitti turistici. Questo codice unificato a livello nazionale sostituirà i vari codici attualmente in uso nelle diverse regioni. Inoltre, può darsi che in futuro lo stato italiano possa richiedere alle OTA (Online Travel Agency come Booking, Airbnb, etc.) di obbligare i proprietari ad inserire questo codice nei loro annunci. Il CIN mira a migliorare il controllo e la regolamentazione del settore da parte delle autorità.

Normativa Anti-incendio per affitti turistici

Un’altra probabile novità riguarda la sicurezza: si prevede che diventi obbligatoria l’installazione di estintori e rilevatori anti-incendio negli alloggi destinati ad affitti brevi. Questa misura aumenterebbe notevolmente la sicurezza di queste strutture, garantendo una maggiore protezione sia per i proprietari sia per gli ospiti.

Motivazioni degli interventi del Governo Italiano

Controllo Fiscale e Lotta all’Evasione

Una delle principali ragioni dietro l’aumento della cedolare secca e l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) è il desiderio del governo di rafforzare il controllo fiscale. Con il crescente numero di affitti brevi, spesso gestiti attraverso piattaforme online, è aumentato il rischio di evasione fiscale. L’aumento dell’aliquota della cedolare secca e l’introduzione del CIN sono misure pensate per contrastare questa tendenza, assicurando una maggiore trasparenza e una migliore tracciabilità delle transazioni.

Regolamentazione Uniforme

Il CIN mira anche a unificare e semplificare la regolamentazione degli affitti brevi, che finora era gestita a livello regionale con normative diverse e talvolta contrastanti. Un codice unico a livello nazionale dovrebbe rendere più facile per i proprietari conformarsi alle leggi e per le autorità esercitare un controllo più efficace.

Sicurezza degli Alloggi destinati ad affitti brevi

La probabile introduzione di norme anti-incendio stringenti è motivata dalla preoccupazione per la sicurezza degli ospiti e dei proprietari. Questa mossa è in linea con le tendenze internazionali di garantire standard di sicurezza elevati nelle strutture ricettive.

Il Ruolo di Federalberghi e della Lobby Alberghiera

Pressioni per Limitare gli Affitti Brevi: Federalberghi, insieme alla lobby alberghiera, ha giocato un ruolo significativo nel sollecitare il governo a introdurre regolamenti più stringenti sugli affitti brevi. Questa organizzazione, rappresentante gli interessi del settore alberghiero tradizionale, ha a lungo espresso preoccupazioni riguardo l’impatto che gli affitti brevi non regolamentati hanno sul mercato alberghiero, sostenendo una concorrenza sleale e una mancanza di standard uniformi in termini di sicurezza e qualità.

La Crisi Abitativa come Argomento: Un altro punto sollevato da Federalberghi e dai suoi alleati riguarda la crisi abitativa. Essi sostengono che la proliferazione di affitti brevi, specialmente in città turistiche, stia riducendo la disponibilità di alloggi a lungo termine per i residenti, contribuendo così alla crisi abitativa. Questa posizione mira a rafforzare l’argomento per una regolamentazione più severa degli affitti brevi.

Considerazioni Finali

Nonostante le preoccupazioni sollevate da Federalberghi e altri, rimane dibattuto il ruolo che gli affitti brevi svolgono effettivamente nella crisi abitativa. Come abbiamo esplorato in altri articoli, la questione è complessa e multifattoriale, e non è corretto attribuire la crisi abitativa esclusivamente agli affitti brevi. Tuttavia, è indiscutibilmente positivo che un settore in rapida crescita come quello degli affitti brevi venga regolamentato in maniera più efficace. Queste nuove normative, pur non essendo una soluzione definitiva alla crisi abitativa, contribuiranno a creare un ambiente più equo, sicuro e trasparente sia per i proprietari sia per i clienti di questa forma di alloggio sempre più popolare.

Approfondimenti:

Jacopo

Dal 2018 mi occupo di mercato immobiliare. Nel 2019 ho svolto operazioni immobiliare per poco meno di un milione di euro e negli anni ho lavorato con agenzie e aziende di settore, tra cui Facile Immobiliare e Facile Ristrutturare. Adesso aiuto le persone a realizzare i loro progetti di acquisto, vendita e investimento nel mercato immobiliare come consulente e con i contenuti settimanali sui miei siti e canale youtube.Nel tempo libero le mie passioni sono 3: Sport (in questo momento triathlon), studio e viaggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Apri la chat
1
Serve aiuto?
Ciao! Sarò da te il prima possibile, intanto puoi scrivere la tua domanda 👉